Non tutti sanno che…

Cosa vi viene in mente se pensate al nostro Appennino Tosco Emiliano da poco patrimonio dell’Unesco, oltre al pregiatissimo Parmigiano Reggiano di cui ho trattato nel mio precedente articolo? Provate a riflettere un attimo… Vi do un aiutino: questa volta non è un prodotto tipico del luogo ad essere protagonista di questo articolo bensì un luogo misterioso e sconosciuto alla maggior parte degli italiani.

Una montagna rocciosa e verdeggiante che si innalza per circa 1047 metri verso il cielo e di una bellezza unica con la sua particolare sagoma a nave, quasi una suggestiva Arca di Noè. Avete capito di cosa sto parlando? Se vi trovate a Castelnovo nè Monti, in provincia di Reggio Emilia, vi accorgerete subito della maestosa Pietra di Bismantova, su un altopiano lussureggiante di vegetazione, non passa certamente inosservata. Vero monumento naturale risalente al Miocene medio inferiore all’incirca 15 milioni di anni fa.

Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli; dico con l’ale snelle e con le piume del gran disio, di retro a quel condotto che speranza mi dava e facea lume” così la Pietra di Bismantova viene citata da Dante Alighieri(dopo una presunta visita nel 1306) nel quarto Canto del Purgatorio della sua Divina Commedia.

Secondo il grande poeta fiorentino solamente con le ali si poteva raggiungere la cima di questo monte. Moltissime e suggestive leggende sono nate nel corso del tempo intorno Bismantova.

Una di queste è riportata da Giuseppe Pederiali, noto scrittore emiliano scomparso nel 2013, nel suo romanzo Il tesoro del bigatto del 1980. La vicenda è improntata sulla lotta tra il Bene ed il Male e vede come protagonista Sant’Anselmo da Alberone, un eremita che viveva proprio sulla montagna e che veniva continuamente osteggiato nel suo agire dal demonio nel corso di una missione affidatagli dalla Contessa Matilde di Canossa.

Secondo un’altra leggenda invece sempre sulla cima del Monte il demonio veniva evocato da streghe attraverso riti satanici. Vittima di tali sortilegi fu proprio un Cavaliere, incaricato da due frati di sconfiggere tali creature maligne. Egli venne infatti, brutalmente assassinato ed il suo corpo fu fatto recapitare sulla stessa tavola durante il pasto serale dei due monaci mandati. Ogni anno le imponenti pareti di questa roccia arenaria che si stagliano ripide nel vuoto, sono meta ambita di alpinisti entusiasti nel cimentarsi in una sfida personale nel raggiungere la sommità della montagna con scalate da brivido.

Chissà se mai sapranno di tutte le leggende che circondano questo luogo pieno di fascino e che il diavolo da lì non se ne è mai andato… Esiste anche, ad una estremità della Pietra, una via di accesso alla vetta adatta a tutti ed abbastanza percorribile che si snoda lungo un ampio sentiero boschivo che permette di raggiungere la meta in poco più di mezz’ora.

Non abbiate paura e…”al diavolo le streghe”…mica siamo a Burkittsville, luogo del film The Blair Witch Project!!! Quello che vi attende, una volta raggiunta la sommità pianeggiante oltre ad un panorama mozzafiato sono i ben 12 ettari di prato, ideale per pic nic e tanto relax. Ai piedi della Pietra si trova, situato in un incavo naturale della roccia, il Santuario della Madonna della Pietra di Bismantova, luogo di culto e meta di numerosi pellegrinaggi.

L’Eremo era un tempo gestito da monaci benedettini. Proprio la grande statua di San Benedetto, situata all’imbocco del sagrato del Santuario, nel febbraio 2015 venne travolta e fortemente inclinata dalla caduta di due grossi massi di roccia distaccatasi dalla parete del monte prospiciente la piazzola.

Tragedia sfiorata. Infatti l’automobile del rettore dell’Eremo venne completamente distrutta mentre il Sacerdote, appena sceso dal veicolo, fu miracolosamente salvo ed illeso. Ennesima Grazia della ‘Madonna del Latte’, come veniva anche chiamata e tuttora venerata nel Santuario?

Visto l’accaduto direi proprio di sì, ora fortunatamente la via che porta all’Eremo è tornata ad essere accessibile e la Madonnina di nuovo pronta ad ascoltare ognuno di noi. Il mio articolo termina qui, non mi resta altro che darvi appuntamento al prossimo per scoprire insieme un’altra meraviglia di questo Pianeta.

A presto.

Di seguito troverete un ottima osteria a Castelnovo nè Monti, un caratteristico paese del nostro Appennino che merita sicuramente una visita.

Dove mangiare:

OSTERIA KUBOSTERIA

L’osteria Kubosteria situata nel cuore del centro storico di Castelnovo nè’ Monti, è il luogo ideale ed accogliente dove trascorrere con famiglia o amici il proprio tempo all’insegna del gusto.

Qui si incontrano l’amore per la cucina e per tutti i prodotti di stagione a km 0 certificati dalle migliori aziende agricole limitrofe che caratterizzano il nostro paese. Proprio per questo la struttura è parte del progetto Campagna Amica ideato da Coldiretti. Questa fondazione tutela gli interessi di ogni cittadino, consumatore e produttore agricolo intorno ai temi importantissimi dell’ambiente, del territorio e di una costante ricerca sulla qualità dei prodotti.

Qualità prontamente riproposta dalla locanda sulla propria tavola attraverso la creazione di veri piatti capolavoro come ad esempio i tortelli verdi, di radicchio, gli sformatini di carciofi e il tiramisù.

Non dimentichiamoci inoltre che la Kubosteria è anche un ottima vineria che oltre ad avere i più prestigiosi vini italiani ne possiede una vasta selezione della cantina Podere Scurtarola di Lorieri Pierpaolo di Massa-Carrara.

OSTERIA KUBOSTERIA

Via Vittorio Veneto 5/a, 42035

Castelnovo ne’ Monti (RE)

TEL. 0522612130

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